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I tre Re A Luserna si respira ancora un patrimonio di credenze e di usi e costumi che trova testimonianza nei riti tradizionali che continuano a conservarsi e ad essere vissuti al giorno d’oggi. Tra questi, una antica tradizione popolare trova la sua rievocazione nei giorni freddi d’inverno e più precisamente nei tre giorni che precedono l’Epifania. Il 3-4-5 gennaio, appena calata la notte, girando per il paese, è facile imbattersi in tre ragazzini, (i tre Re Magi), vestiti con abiti che ricordano quelli d’epoca e confezionati a mano dalle loro mamme. Portano con loro un bastone sul quale viene fissata una scatola, all’interno della quale si intravede la luce tenue di una candela accesa e il ritaglio di una stella cometa, frutto di un lavoro rigorosamente eseguito da loro nei giorni precedenti. Passano di casa in casa e nei locali pubblici, cantando una canzone che ricorda il viaggio per arrivare alla grotta di Betlemme, ricevendo regali o monetine, per aver portato gioia e allegria. E’ interessante notare come secondo alcune analisi storiche, la tradizione dei Tre Re risalga al periodo immediatamente seguente il Concilio di Trento, e come quindi si possa intravedere un collegamento tra la nascita di questo rito tradizionale e il noto sforzo del Sacro Concilio di Trento di estirpare qualsiasi attività pagana a favore del radicarsi del Cristianesimo.   TESTO DELLA CANZONE DEI “TRE RE”. Noi siamo noi i tre re (2v) venuti dall’Oriente per adorar Gesù (3v) Egli è il re dei superiori di tanti maggiori di tanti nel mondo che furono giammai (3v) Chi fu che ci chiamò (2v) mandando la stella che ci condusse qui (3v) Ma dov’era il bambinello grazioso e bello in braccio a Maria che l’è madre di Lui (3v) L’amabile del Signor (2v) che merita i doni assieme ai nostri cuor (3v) E perciò Le abbiam portato incenso dorato e mirra e oro in dono al Re Divin (3v) Or noi ce ne andiam (2v) nei nostri paesi da cui venuti siam (3v) Ma qui ci resta il cuore in mano al Signore in braccio a Maria e al bambinel Gesù (3v) |